Punta Campanella è uno degli itinerari paesaggistici di maggiore interesse naturale, storico ed archeologico della penisola sorrentina. La punta Campanella delimita ad est il golfo di Napoli, separandolo da quello di Salerno.
Per raggiungerlo , bisogna partire dalla piazzetta di Termini (frazione di Massalubrense, facilmente raggiungibile con gli autobus in partenza dalla stazione di Sorrento).
Il percorso è lungo, ma non eccessivamente faticoso: raccomandiamo comunque abiti e scarpe da trekking e prudenza per i più piccoli. Il promontorio si allunga sul mare e sembra quasi che voglia ricongiungersi con l’isola di Capri, da cui sorrento dista appena di tre miglia marine chiamate le bocche di Capri. Sono da sempre temute da naviganti e pescatori, perché lì si incontano correnti che creano gorghi e vortici e le coste rocciose a picco sul mare non offrono una facile via di fuga; in queste acque, sono stati ritrovati relitti di navi romane ed etrusche, e si possono ammirare i famosi Li Galli, gli scogli su cui Ulisse incontrò le Sirene, creature mitiche che attiravano i marinai col loro canto melodioso e mortale.
Sul litorale troverete resti di antiche ville romane e altri resti archeologici. fino a raggiungere il tempio della dea Minerva, poi sostituito da una Torre di avvistamento, fatta costuire da Roberto d’Angiò corso del XVI secolo, per difendersi Sorrento dalle incursioni dei pirati saraceni.
Da qui prende inizio il mito della Punta Campanella. Nei libri di leggende sulla penisola sorrentina si racconta che durante una di queste incursioni i turchi avevano razziato la campana della chiesa di Sant’Antonino, e quando le galere saracene si allontanarono, solo quella che teneva sul suo bordo la campana non riuscì a ad andare avanti ne per remi né seguendo la corrente, ma rimaneva immobile in quel punto come se fosse trattenuta da un ostacolo sottomarino o una forza soprannaturale. Solo quando, tuffarono in mare la grossa e pesantissima campana, la nave riuscì a superare la punta con tale rapidità che sembrò come la forza di tutti i venti riuniti la scacciassero dalle rive di Sorrento. Da allora leggenda vuole che la campana sia rimasta lì, e che il giorno di Sant’Antonino, sia possibile ascoltare i suoi rintocchi assieme al rumore delle onde che si infrangono sugli scogli… Raggiungere Punta Campanella è molto semplice: una volta arrivati a Termini, frazione di Massa Lubrense, paese così chiamato proprio per il suo essere l'ultimo borgo abitato della penisola sorrentina, si prosegue per il sentiero detto appunto "Punta Campanella che comduce fino alla punta estrema della penisola sorrentina.





